Ascoltare musica per poco meno di mezz’ora potrebbe avere un effetto misurabile sui livelli di ansia. È quanto emerge da uno studio clinico pubblicato a gennaio 2026 sulla rivista scientifica PLOS Mental Health, condotto da ricercatori della Toronto Metropolitan University.
La ricerca ha individuato una durata precisa: circa 24 minuti di ascolto di musica appositamente progettata e combinata con una tecnologia chiamata auditory beat stimulation (ABS). Secondo gli autori, questa “dose” sarebbe sufficiente per osservare una riduzione significativa dei sintomi fisici legati all’ansia.
Che cos’è l’auditory beat stimulation (ABS)
La musica utilizzata nello studio non è scelta a caso. I brani sono strumentali, arricchiti con suoni naturali e integrati con stimolazioni sonore a frequenze specifiche (in particolare nella banda theta), una tecnica nota come auditory beat stimulation.
L’ABS si basa sull’emissione di pattern sonori studiati per favorire stati di rilassamento. In termini semplici, si tratta di stimoli acustici che interagiscono con l’attività cerebrale, con l’obiettivo di accompagnarla gradualmente verso un ritmo più lento e associato alla calma.
I partecipanti hanno ascoltato playlist di diversa durata. La musica veniva modulata in modo da rispecchiare inizialmente lo stato emotivo della persona, per poi orientarsi progressivamente verso tonalità e strutture sonore più rilassanti.
I risultati dello studio: perché 24 minuti?
Secondo quanto riportato dai ricercatori, l’effetto osservato segue un modello dose-risposta. In altre parole, la riduzione dell’ansia aumenta con il tempo di ascolto fino a un certo punto, oltre il quale il beneficio tende a stabilizzarsi.
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La soglia individuata è risultata essere intorno ai 24 minuti: un intervallo considerato sufficientemente lungo per produrre un cambiamento percepibile, ma non così esteso da richiedere un impegno di tempo difficilmente sostenibile nella routine quotidiana.
I ricercatori hanno registrato miglioramenti sia negli indicatori soggettivi (come la percezione di tensione e preoccupazione) sia in segnali fisici associati all’ansia.
Un supporto accessibile MA non un sostituto della terapia
Gli autori sottolineano che questo tipo di intervento non intende sostituire psicoterapia o trattamenti farmacologici, ma potrebbe rappresentare un’opzione complementare, soprattutto per chi non ha accesso immediato a percorsi clinici strutturati.
Un aspetto evidenziato dallo studio riguarda proprio la rapidità dell’effetto. A differenza di alcuni farmaci ansiolitici o antidepressivi, che possono richiedere settimane prima di mostrare benefici, l’ascolto musicale produce un effetto più immediato, anche se limitato nel tempo.
La tecnologia utilizzata nella ricerca è stata sviluppata in collaborazione con LUCID, una società attiva nel settore della salute digitale, che ha realizzato un’applicazione web attraverso cui è possibile sperimentare questo approccio.
Prospettive future: funziona anche nel lungo periodo?
Uno degli interrogativi ancora aperti riguarda la durata dell’efficacia. I ricercatori intendono verificare se l’ascolto ripetuto della stessa playlist mantenga nel tempo lo stesso impatto oppure se l’effetto tenda a ridursi con l’abitudine.
Alcuni degli aspetti che deve ancora approfondire la ricerca includono:
- l’utilizzo quotidiano rispetto a un impiego “al bisogno”
- il volume ottimale di ascolto
- la possibile applicazione anche ad altri disturbi, come insonnia o sintomi depressivi
Al momento, i risultati indicano che una sessione mirata di ascolto musicale strutturato può rappresentare uno strumento semplice, a basso costo e con poche barriere di accesso.
Cosa significa per chi soffre di ansia
L’ansia è una condizione diffusa e può manifestarsi con sintomi cognitivi (preoccupazione persistente, difficoltà di concentrazione) e fisici (tachicardia, tensione muscolare, agitazione). Interventi non farmacologici che possano offrire un sollievo immediato, anche parziale, sono oggetto di crescente interesse.
La musica, già ampiamente studiata in ambito terapeutico, trova in questo studio un’ulteriore conferma del suo potenziale regolatore sugli stati emotivi. La novità consiste nell’individuazione di una durata specifica associata a un effetto più consistente.
Restano necessari ulteriori studi per confermare i risultati su campioni più ampi e in contesti diversi. Tuttavia, i dati preliminari suggeriscono che dedicare circa 24 minuti all’ascolto di musica progettata per il rilassamento potrebbe contribuire a ridurre temporaneamente i livelli di ansia.
Fonte: Toronto Metropolitan University – Feeling anxious? 24 minutes of music could help

