Quali sono i sintomi della mancanza di calcio?

Pubblicato il 29 maggio 2014 | Categoria: La terza età, Lifestyle

Il calcio è il minerale più abbondante ed è la quinta sostanza più presente nell’organismo; infatti circa il 99% del calcio nell’organismo è depositato nelle ossa e nei denti, il rimanente 1% si trova nei tessuti molli, nei fluidi cellulari e nel sangue. Il calcio è un elemento essenziale per l’organismo umano in quanto è fondamentale per lo sviluppo e il mantenimento della struttura e della rigidità ossea. Altra funzione importantissima è quella di partecipare al processo di coagulazione del sangue, di stimolazione dei nervi e dei muscoli, al funzionamento dell’ormone paratiroideo e al metabolismo della vitamina D.

Perché il calcio possa compiere al meglio la sua funzione, deve essere accompagnato da magnesio, fosforo e dalle vitamine A, C, D e possibilmente dalla vitamina E. difatti per conferire stabilità alle ossa sono necessari la vitamina A, il magnesio e il fluoro. La funzione principale del calcio è di agire in concomitanza con il fosforo per la formazione e il mantenimento delle ossa e dei denti. Un’altra funzione importante è quella di creare delle riserve del minerale nelle ossa in modo che il corpo possa utilizzarle.

Il calcio è altresì essenziale per un sangue sano, combatte l’insonnia, e i suoi delicati ioni che agiscono come messaggeri aiutano a regolare il battito cardiaco. Inoltre il calcio controlla il processo di coagulazione e previene l’eccessiva formazione di acidi e di alcali nel sangue. Ha anche un ruolo importante nella secrezione ormonale, influenza i neurotrasmettitori, la crescita muscolare, le contrazioni muscolari e quelle nervose.

Come avviene l’assimilazione e l’immagazzinamento del calcio?

L’assorbimento del calcio è un processo un po’ difficoltoso tant’è che solitamente solo il 20-30% del calcio ingerito viene assorbito. Difatti circa 100 – 200 milligrammi viene filtrata dal sangue ed espulsa con le urine, mentre altri 160 milligrammi circa vengono eliminati con le feci. Una parte si perde col sudore, ma solo in caso di malattia o di attività fisica molto intensa in ambienti caldi e asciutti.

Le donne dopo la menopausa possono arrivare ad assorbirne solo il 7%. L’assorbimento avviene nel duodeno e cessa nella parte inferiore dell’intestino quando il contenuto di cibo diventa alcalino. Per un favorire l’assorbimento di calcio è consigliabile si consiglia assumerlo in piccole dosi più volte al giorno e di notte prima di andare a letto perché favorisce il sonno.

Comunque sia i fattori che ne influenzano l’assorbimento sono molteplici; ad esempio l’assorbimento del calcio dipende anche dalla presenza di quantità adeguate di vitamina D, che insieme all’ormone paratiroideo regola la quantità di calcio nel sangue. Anche le vitamine A e C sono necessarie per l’assorbimento del calcio. I grassi, in quantità limitata, come pure la bile e i sali biliari, muovendosi lentamente attraverso il tratto digerente, ne facilitano l’assorbimento. Oltre alle sostanze che facilitano l’assorbimento di calcio, ve ne sono altre che invece lo ostacolano.

Quando quantità eccessive di grasso, proteine o zuccheri si combinano con il calcio, si forma un composto insolubile che non può venire assorbito. Un’assunzione insufficiente di vitamina D o un eccesso di fosforo e magnesio ostacolano l’assorbimento del calcio. L’acido ossalico, se combinato con il calcio forma un altro composto insolubile che può causare calcoli ai reni o alla cistifellea; tale acido lo si trova nella cioccolata, negli spinaci, nelle bietole a costa sottile e a costa grossa, nei semi di soia, nelle mandorle, nelle noci acagiù, nella verza, e nel rabarbaro. Anche eccessive quantità di acido fitico, presente in grani non lievitati, possono inibire l’assorbimento del calcio da parte dell’organismo.

Tra gli altri fattori che possono ostacolare l’assorbimento di calcio spiccano la mancanza di esercizio, stress fisici e psicologici, eccitazione, depressione. Essenziali per l’assorbimento del calcio sono anche le ghiandole paratiroidi che si trovano nel collo. Queste aiutano a regolare le riserve di calcio nell’organismo, ma se non funzionano bene il calcio può accumularsi. Dunque, per evitare questo disturbo è meglio curare le ghiandole paratiroidi piuttosto che diminuire l’assunzione di calcio. La Dr.ssa Roberta Madonna, nutrizionista di Caserta, spiega quali sono i cibi che contengono calcio:

Da un punto di vista dietetico ti informo che il calcio è un minerale abbondante in molti alimenti, come il latte ed i suoi derivati (yogurt e formaggi). L’acqua è piuttosto ricca di calcio. Anche i pesci, i latterini, le alici, il salmone, sono una buona fonte di calcio; lo stesso vale per polpi, calamari e gamberi. Molti vegetali a foglia verde (broccoletti, indivia, radicchio, carciofi, spinaci, cardi, ecc.) contengono una buona quantità di calcio. La frutta secca, arachidi, pistacchi, noci, mandorle, nocciole, fichi secchi, contiene calcio”.

Quali sono i sintomi della carenza di calcio?

La carenza di calcio è molto diffusa tra quelle persone che ne consumano quantità che vanno da un terzo a metà della quantità necessaria. Uno dei primi segni di carenza di calcio è la tetania, un disturbo nervoso, caratterizzato da crampi muscolari e torpore alle braccia e alle gambe. Esistono due tipologie di carenza di calcio:

  • carenza di calcio alimentare
  • ipocalcemia

La prima tipologia è una condizione caratterizzata da un insufficiente apporto di calcio che può comportare l’esaurimento delle riserve di calcio nelle ossa, indebolimento e assottigliamento delle ossa e osteoporosi; la seconda tipologia di carenza di calcio tende ad insorgere in seguito all’assunzione di farmaci (come i diuretici), di trattamenti medici o di altri processi patologici (come ipoparatiroidismo o insufficienza renale) ed è condizione caratterizzata da bassi livelli di calcio nel sangue. Dunque, la carenza di calcio può manifestarsi con una malformazione ossea, causando il rachitismo nei bambini e l’osteomalacia negli adulti. L’eccesso di perdita ossea colpisce oltre 20 milioni di persone, soprattutto le donne dai 45 anni in su.

La migliore prevenzione della perdita ossea e delle fratture legate all’invecchiamento, è un buon accumulo di calcio nelle ossa nelle prime fasi della vita. Carenze gravi possono causare patologie altrettanto gravi quali aritmie cardiache, demenza e convulsioni. Le persone maggiormente soggette a tale disturbo sono:

  • coloro che usano antiacidi che contengono alluminio
  • alcolizzati
  • coloro che seguono diete ipocaloriche, ipercaloriche, o ad alto contenuto di fibre
  • chi ha intolleranze al lattosio
  • chi usa il cortisone
  • gestanti
  • coloro che sono fisicamente inattivi

Una carenza di calcio leggera può causare:

  • crampi
  • dolori alle giunture
  • palpitazioni cardiache
  • aumento del livello del colesterolo
  • polso debole
  • insonnia
  • rallentamento della crescita
  • eccessiva irritabilità di nervi
  • unghie fragili
  • eczema
  • intorpidimento di braccia e gambe

La carenza di calcio può risultare essere pericolosa anche per i denti, infatti se una carenza di verifica nel periodo di formazione dei denti, possono verificarsi danni irreversibili alla struttura dentale la quale sarà più esposta alla carie. In casi di estrema carenza, possono manifestarsi coagulazione del sangue lenta ed emorragie.