Quanto è importante comunicare in un rapporto?

Pubblicato il 15 aprile 2014 | Categoria: Psicologia, Psicologia e rapporti di coppia

Quanto è importante la comunicazione tra marito e moglie?

Se frequentate i blog dedicati alle famiglie non potrete fare a meno di notare come l’argomento più discusso, tra quelli dedicati alle crisi di coppia, sia la mancanza o la scarsa qualità della comunicazione tra moglie e marito.

Senza una buona comunicazione, un rapporto di coppia non può durare a lungo perché la mancanza di comunicazione prosciuga ogni entusiasmo e porta i coniugi a sentirsi soli e fare a meno del partner.

Perché è importante comunicare?

Comunicare significa condividere i contenuti della propria vita dall’uno all’altra. I contenuti mentali vanno dalla semplice informazione ai sentimenti più alti come l’amore e la dedizione. Ciò significa che per comunicare bisogna essere predispoti e disponibili a dare e a ricevere.
In una persona egocentrica, per esempio, il dare è disagevole e non comporta alcun piacere. Contrariamente chi prova piacere nel dare esperimenta la grande gratificazione di sentirsi ricco. Certo, nessuno può dare quello che non ha, e chi ha poco non può largheggiare nel dono. Nel rapporto d’amore si tratta di dare se stessi e da qui dovrebbe sempre nascere l’accortezza di voler dare il massimo.

Perché si smette di comunicare?

In genere, proprio per quanto detto sopra. Comunicare vuol dire dare se stessi al proprio partner, cosa che diventa facile quando si tratta di valorizzare i propri aspetti positivi, molto meno agevole quando sono le nostre fragilità ad emergere.
Il rapporto d’amore che diventa uno stabile rapporto di coppia deve poi fare i conti con la quotidianità, i figli, le risorse finanziarie, il poco tempo che si ha per prestare attenzione a se stessi ed al proprio partner.

Tornare a casa dopo una giornata di lavoro che si è dimostrata problematica e trovare il partner stanco e poco disposto ad ascoltare.
Di fronte a queste difficoltà quotidiane l’erroe più comune è quello di sentirsi defraudati dal partner dei propri “diritti” di coniuge. Il diritto di essere consolato, gratificato, accudito, accolto nelle richieste sessuali. Qualunque persona per vivere bene un rapporto deve essere in grado di camminare con le propri gambe. Di fronte alle difficoltà bisogna resistere alla miope tentazione di cercarsi un sostituto o una ruota di scorta.

Diventa allora indispensabile, prima che il rapporto si deteriori definitivamente, trovare il guizzo che permetta di uscire dalla situazione di scarsa comunicazione. Per fare questo bisogna vincere la convinzione che è tutto inutile perché l’altro non ti ama più. Non bisogna mai aver paura di perdere la supremazia. Il matrimonio non deve essere il ring di una feroce lotta per il potere, ma l’attuazione più naturale del grande vantaggio della collaborazione. La tolleranza è uno strumento indispensabile per una positiva convivenza col prossimo e la diversità tra le persone che costituiscono una coppia non giustifica mai la difficoltà relazionale. La base primaria della capacità relazionale è l’accettazione della peculiarità di ciascuna persona.

Una delle più importanti consapevolezze che bisogna avere circa il matrimonio è che ogni relazione umana per reggersi deve mutare nel tempo. Come ogni organismo vivente il matrimonio è soggetto al mutamento, che molto spesso vuol dire crisi. La parola crisi non deve spaventare, soprattutto se si traduce in una crescita. Per dare vita alla famiglia i partner hanno dovuto rivoluzionare la loro vita, cambiando abitudini e adattandosi l’una all’altro.

Se manca il desiderio sessuale?

Che cosa fare se la vita sessuale della coppia è scarsa o del tutto mancante? Per prima cosa consultare lo specialista che è in grado di mettere in luce ogni eventuale problema e di indicare le vie per risolverlo. Poi fare di tutto per migliorare la comunicazione. I nostri desideri devono essere esplicitati al partner, insieme al massimo di attenzione ai desideri dell’altro versante. Molto spesso nella percezione dell’insoddisfazione si predilige il gioco dello scaricabarile. Si incolpa l’altro sistematicamente pur di evitare l’eventualità dell’autocritica.

E’ importante che in caso di difficoltà, qualunque sia, bisogna chiarirsi le idee consultando lo specialista. Nessuno di noi trascurerebbe un qualunque dolore persistente, ma molti scelgono di convivere (con rassegnazione) con l’avvilimento di una sessualità senza gioia.

A questo proposito il dr. Domenico Giuseppe Bozza ricorda che “…sarebbe opportuno attivare sempre un dialogo col proprio partner teso a dissolvere le tensioni e le paure (…) Reputo infine che qualsiasi rapporto sessuale dovrebbe avvenire donando agli aspetti della fantasia e della gestione tranquilla dei tempi a disposizione il giusto peso“.